È femminilità senza se, leggerezza senza ma, estate senza compromessi. Un abito sottoveste in Khadi indiano: cotone filato e tessuto a mano, morbido e resistente insieme. Sognante, volante, fatto per muoversi. Prende i volumi drappeggiati di un abito ottocentesco, li svuota di ogni rigidità e li posa sul minimalismo di una sottoveste. Sopra asciutta, sotto in movimento. Ha la grazia delle cose cucite a mano, perché lo è davvero: I pizzi lungo lo scollo e il giromanica sono incrostati uno a uno. Dentro corrono almeno sette metri di punti fatti a mano - perché una leggerezza così va tenuta insieme punto per punto, altrimenti non è vera. Il tessuto è tutto tagliato in sbieco: segue il corpo invece di trattenerlo, e lascia sul davanti e sul dietro due cuciture diagonali che sono il suo unico, bellissimo segno grafico.