DAILY NEWS

17/10/2017

Spesso mi chiedo da dove arrivi questo mio desiderio costante di mescolare, agitare, mettere insieme cose così diverse tra loro.
Forse perché come per esempio qui, in questo Imperial Coat, tutto mi ricorda qualcosa, che quasi sempre ha a che fare con le emozioni.
Quel tessuto bellissimo in rilievo latte e blu, trovato in una mattina di sole a Bruxelles, africano, dopo aver passato molte ore in un negozio assurdo ed essermi divertita come poche volte nella vita.
Perché quelle onde di panna invece mi ricordano Dubai e quel pezzo di città vecchia dove se guardi bene ancora scorgi pezzi del suo passato e dove ancora al vecchio porto le navi provenienti dall'Iran scaricano enormi carichi nel caldo potente ed essere lì a guardarle, può diventare magia.
Perche poi ci sono i dettagli e sono intrisi di ricordi, il laccetto da Kimono giapponese, prezioso come un gioiello trovato a Roma, mentre facevo tutt'altro, ma di cui mi sono innamorata all'istante e ne ho comprata tutta la serie.
E per finire il collo e la fascetta che sono doppiamente di valore per me: perché sono stati cercati e trovati con amore durante un viaggio in Giappone da una persona speciale e perché sono gli ultimi pezzettini di questi preziosi tessuti antichi che ho usato per altri cappottini, ma di cui ho conservato tutti i ritagli, anche i più piccoli, per non sprecare nulla di tutta quella meraviglia.
Ecco e così poi io lo guardo, una volta che è finito e so, che tra tutti quei punti a mano e quelle ore passate a cucirlo in Atelier, rimangono forti e durature proprio le emozioni e sono certa che chiunque di voi lo vorrà avere, lo indosserà sentendosele addosso, forse senza rendersene davvero conto, ma accorgendosi, ne sono certa, dell'energia racchiusa tra quelle mescolanze strane.
E questo è forse il vero motivo di tutta questa ricerca incessante, di questa mia passione forte e più di tutto è il vero miracolo del mio lavoro.



Spesso mi chiedo da dove arrivi questo mio desiderio costante di mescolare, agitare, mettere insieme cose così diverse tra loro.
Forse perché come per esempio qui, in questo Imperial Coat, tutto mi ricorda qualcosa, che quasi sempre ha a che fare con le emozioni.
Quel tessuto bellissimo in rilievo latte e blu, trovato in una mattina di sole a Bruxelles, africano, dopo aver passato molte ore in un negozio assurdo ed essermi divertita come poche volte nella vita.
Perché quelle onde di panna invece mi ricordano Dubai e quel pezzo di città vecchia dove se guardi bene ancora scorgi pezzi del suo passato e dove ancora al vecchio porto le navi provenienti dall'Iran scaricano enormi carichi nel caldo potente ed essere lì a guardarle, può diventare magia.
Perche poi ci sono i dettagli e sono intrisi di ricordi, il laccetto da Kimono giapponese, prezioso come un gioiello trovato a Roma, mentre facevo tutt'altro, ma di cui mi sono innamorata all'istante e ne ho comprata tutta la serie.
E per finire il collo e la fascetta che sono doppiamente di valore per me: perché sono stati cercati e trovati con amore durante un viaggio in Giappone da una persona speciale e perché sono gli ultimi pezzettini di questi preziosi tessuti antichi che ho usato per altri cappottini, ma di cui ho conservato tutti i ritagli, anche i più piccoli, per non sprecare nulla di tutta quella meraviglia.
Ecco e così poi io lo guardo, una volta che è finito e so, che tra tutti quei punti a mano e quelle ore passate a cucirlo in Atelier, rimangono forti e durature proprio le emozioni e sono certa che chiunque di voi lo vorrà avere, lo indosserà sentendosele addosso, forse senza rendersene davvero conto, ma accorgendosi, ne sono certa, dell'energia racchiusa tra quelle mescolanze strane.
E questo è forse il vero motivo di tutta questa ricerca incessante, di questa mia passione forte e più di tutto è il vero miracolo del mio lavoro.



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