DAILY NEWS

01/01/2017

Day1 Fez {dell'arrivo emozionato}

Questo mio viaggio marocchino sara'poco più che una toccata e fuga.
Ma il tempo non conta, è una nostra proiezione, può accorciarsi e allungarsi a seconda di ciò con cui lo riempiamo.
E questo mio breve ma privilegiato e prezioso tempo lo farò diventare fiaba illustrata, romanzo d'amore, guida appassionata.
Sono stata in Marocco per la prima volta 23 anni fa.
Giovanissima, lo ricordo come un vero e proprio viaggio di iniziazione.
Con un'amica, due donne all'avventura on the road tra Marrakech, Fez ed Essaouira.
Ci sono tornata poi altre volte ma quel primo viaggio rimane memorabile e scolpito tra i miei ricordi per tutte le sue prime volte.
La prima volta delle spezie, mai più abbandonate.
La prima volta degli occhi neri, liquidi e profondissimi.
La prima volta delle rose galleggianti sull'acqua.
La prima volta delle trattative estenuanti ma amatissime (mi hanno dato della donna berbera, con mio grande orgoglio, per la capacità di trattare senza mollare mai)
La prima volta dei tappeti per terra sulle strade e nei cortili.
La prima volta delle medine, dove perdersi è privilegio.
La prima volta dei mazzi di menta davanti al naso per gli odori troppo forti.(le concerie della Medina di Fez sono nauseabonde ma magiche,imperdibili)
La prima volta della gomma scoppiata su una strada deserta mentre calava il buio ed io e lei che non sapevano nemmeno che forma avesse un crick.
La prima volta dell'ospitalità marocchina, del padre di famiglia che senza una parola con moglie e figli in macchina cambia la gomma sorride e e ne va.
La prima volta dei suk dove comprare piatti decorati, babuche ricamate, puff di pelle e quintali di spolette di seta, che da quella volta diventano droga irrinunciabile.
La prima volta del tadelact, delle piastrelle, dei tappeti berberi, dei Couscous fumanti, dei ricami sontuosi, dei te'alla menta.
La prima volta di un paese da vero innamoramento a sole 3 ore di volo.
E ora sono di nuovo qui, in uno stato di estasi felice, in mezzo tante altre volte perché si sa, il mal d'Africa non è una fantasia, ma quella prima volta rimane li', nell'Olimpo dei ricordi dei divini viaggi.
Di nuovo qui per un breve giro di luoghi che a parte Fez non ho mai visto.
Di nuovo on the road.
Con me i miei figli e la voglia di vedere questi luoghi attraverso i loro occhi.
Nella mia valigia solo due colori.
Rosa e nero.
Perché i vestiti e quello che indosso sopratutto in viaggio sono il simbolo, la manifestazione estetica di quello che sono e di quello che desidero essere in quel momento.
E io oggi sono così.
Rosa perché è il colore che più mi avvicina ai desideri, ai muri scrostati, ai sogni che si avverano e ai miei capelli rossi.
Nero perché è l'altra faccia della medaglia, mi fa sentire dura, sicura, rocciosa e coraggiosa.
In mezzo nulla.
Nessun altro colore.
Rigorosa e decisa.
Solo loro due scelti con maniacale attenzione, infilati in una valigina leggera e minuscola.
Ecco.
Il mio viaggio comincia da qui.
Dal mio Rosa e dal mio Nero.
Da questo nuovo Marocco.
Da questi profumi e luoghi e occhi spalancati perché di questa manciata di giorni non voglio perdermi nemmeno un attimo.
-continua-
(E il pavimento del riad dove dormiremo e ceneremo stasera è meraviglioso)



Day1 Fez {dell'arrivo emozionato}

Questo mio viaggio marocchino sara'poco più che una toccata e fuga.
Ma il tempo non conta, è una nostra proiezione, può accorciarsi e allungarsi a seconda di ciò con cui lo riempiamo.
E questo mio breve ma privilegiato e prezioso tempo lo farò diventare fiaba illustrata, romanzo d'amore, guida appassionata.
Sono stata in Marocco per la prima volta 23 anni fa.
Giovanissima, lo ricordo come un vero e proprio viaggio di iniziazione.
Con un'amica, due donne all'avventura on the road tra Marrakech, Fez ed Essaouira.
Ci sono tornata poi altre volte ma quel primo viaggio rimane memorabile e scolpito tra i miei ricordi per tutte le sue prime volte.
La prima volta delle spezie, mai più abbandonate.
La prima volta degli occhi neri, liquidi e profondissimi.
La prima volta delle rose galleggianti sull'acqua.
La prima volta delle trattative estenuanti ma amatissime (mi hanno dato della donna berbera, con mio grande orgoglio, per la capacità di trattare senza mollare mai)
La prima volta dei tappeti per terra sulle strade e nei cortili.
La prima volta delle medine, dove perdersi è privilegio.
La prima volta dei mazzi di menta davanti al naso per gli odori troppo forti.(le concerie della Medina di Fez sono nauseabonde ma magiche,imperdibili)
La prima volta della gomma scoppiata su una strada deserta mentre calava il buio ed io e lei che non sapevano nemmeno che forma avesse un crick.
La prima volta dell'ospitalità marocchina, del padre di famiglia che senza una parola con moglie e figli in macchina cambia la gomma sorride e e ne va.
La prima volta dei suk dove comprare piatti decorati, babuche ricamate, puff di pelle e quintali di spolette di seta, che da quella volta diventano droga irrinunciabile.
La prima volta del tadelact, delle piastrelle, dei tappeti berberi, dei Couscous fumanti, dei ricami sontuosi, dei te'alla menta.
La prima volta di un paese da vero innamoramento a sole 3 ore di volo.
E ora sono di nuovo qui, in uno stato di estasi felice, in mezzo tante altre volte perché si sa, il mal d'Africa non è una fantasia, ma quella prima volta rimane li', nell'Olimpo dei ricordi dei divini viaggi.
Di nuovo qui per un breve giro di luoghi che a parte Fez non ho mai visto.
Di nuovo on the road.
Con me i miei figli e la voglia di vedere questi luoghi attraverso i loro occhi.
Nella mia valigia solo due colori.
Rosa e nero.
Perché i vestiti e quello che indosso sopratutto in viaggio sono il simbolo, la manifestazione estetica di quello che sono e di quello che desidero essere in quel momento.
E io oggi sono così.
Rosa perché è il colore che più mi avvicina ai desideri, ai muri scrostati, ai sogni che si avverano e ai miei capelli rossi.
Nero perché è l'altra faccia della medaglia, mi fa sentire dura, sicura, rocciosa e coraggiosa.
In mezzo nulla.
Nessun altro colore.
Rigorosa e decisa.
Solo loro due scelti con maniacale attenzione, infilati in una valigina leggera e minuscola.
Ecco.
Il mio viaggio comincia da qui.
Dal mio Rosa e dal mio Nero.
Da questo nuovo Marocco.
Da questi profumi e luoghi e occhi spalancati perché di questa manciata di giorni non voglio perdermi nemmeno un attimo.
-continua-
(E il pavimento del riad dove dormiremo e ceneremo stasera è meraviglioso)



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