DAILY NEWS

10/12/2016

Da sempre non compro quasi mai nulla nella città dove vivo.
Compro quasi sempre e solo in viaggio.
Un misto tra attrazione fatale per ciò che è inevitabilmente lontano e quindi "esotico"e la voglia di avere addosso e vicino a me pezzi di mondo che tanto amo.
Non c'è nulla che mi faccia sentire più a casa dello stare in albergo e nel comprare qualcosa nei luoghi dove vado, vicini o lontani che siano.
E ho cominciato così a fare un giochetto, che nel tempo è diventato un piccolo mantra personale.
Quando mi vesto, preparo una tavola o una valigia, elenco mentalmente i luoghi di provenienza di ciascun abito, scarpa, piatto od oggetto ed in un lampo rivivo, istantanee, le emozioni che in quel luogo avevo vissuto e che mi avevano spinta a comprare quella cosa, in un gioco di rimandi, perché comprandola sicuramente mi ero già inventata una storia per il suo utilizzo futuro.
Nulla e'senz'anima, tutto e'rappresentazione, invenzione, teatro intimo.
Come in una preghiera pagana, che rinnova quotidianamente il mio infinito amore per le diversità e per il mondo intero e che mi porta ad amare d'amore appassionato tutti gli oggetti che sono arrivati insieme a me da ogni mio viaggio, perché rinnovano giorno dopo giorno la mia passione nomade.
E così i miei armadi, la mia casa ed anche il mio lavoro sono la somma di quei luoghi che hanno costruito nel tempo, pezzettino per pezzettino il mio equilibrio estetico, la coperta di Linus che protegge e conserva la mia vera natura.

(Nella foto, la collezione di bracciali indiani, comprati uno ad uno negli innumerevoli viaggi nel mio luogo del cuore + dei dolcetti presi da Liberty a Londra, confesso più per il packaging che per il contenuto, ed infine i R&R Pijama Pant realizzati con un tessuto ricamato d'oro e rosa su tulle leggero, comprato durante un viaggio negli Emirati Arabi)



Da sempre non compro quasi mai nulla nella città dove vivo.
Compro quasi sempre e solo in viaggio.
Un misto tra attrazione fatale per ciò che è inevitabilmente lontano e quindi "esotico"e la voglia di avere addosso e vicino a me pezzi di mondo che tanto amo.
Non c'è nulla che mi faccia sentire più a casa dello stare in albergo e nel comprare qualcosa nei luoghi dove vado, vicini o lontani che siano.
E ho cominciato così a fare un giochetto, che nel tempo è diventato un piccolo mantra personale.
Quando mi vesto, preparo una tavola o una valigia, elenco mentalmente i luoghi di provenienza di ciascun abito, scarpa, piatto od oggetto ed in un lampo rivivo, istantanee, le emozioni che in quel luogo avevo vissuto e che mi avevano spinta a comprare quella cosa, in un gioco di rimandi, perché comprandola sicuramente mi ero già inventata una storia per il suo utilizzo futuro.
Nulla e'senz'anima, tutto e'rappresentazione, invenzione, teatro intimo.
Come in una preghiera pagana, che rinnova quotidianamente il mio infinito amore per le diversità e per il mondo intero e che mi porta ad amare d'amore appassionato tutti gli oggetti che sono arrivati insieme a me da ogni mio viaggio, perché rinnovano giorno dopo giorno la mia passione nomade.
E così i miei armadi, la mia casa ed anche il mio lavoro sono la somma di quei luoghi che hanno costruito nel tempo, pezzettino per pezzettino il mio equilibrio estetico, la coperta di Linus che protegge e conserva la mia vera natura.

(Nella foto, la collezione di bracciali indiani, comprati uno ad uno negli innumerevoli viaggi nel mio luogo del cuore + dei dolcetti presi da Liberty a Londra, confesso più per il packaging che per il contenuto, ed infine i R&R Pijama Pant realizzati con un tessuto ricamato d'oro e rosa su tulle leggero, comprato durante un viaggio negli Emirati Arabi)



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