DAILY NEWS

18/09/2016

New Delhi
Ore 10.23 Day6
{degli innamoramenti costanti}

Qui in India mi innamoro in continuazione.
Sono colpi di fulmine costanti, occhi che diventano liquidi, brividi sulla pelle a 45 gradi.
E'come se fossi più esposta, più pronta, senza le infinite barriere che accompagnano le mie giornate occidentali dove un gesto in più spesso viene letto come troppo strano.
Qui passo le mie giornate ad innamorarmi, felice che mi succeda, navigandoci dentro a questi brevi amori continui, che poi sono uno dei grandi sensi del mio tempo indiano.
Partendo dal mio primo amore, il saluto che spesso ti accoglie e che contiene un significato profondo e sacro.
Namasté.
Salutare o venire salutati con le mani giunte all'altezza del cuore e la parola Namasté significa riconosco il Divino che c'è in te.
Riconoscere che esiste una scintilla di Divino dentro ognuno di noi che va onorata.
Cosa c'è di più bello?
Spesso, spessissimo si viene salutati col Namasté e questo saluto così denso di significato ogni volta, ma ogni volta davvero, mi turba e mi emoziona.
Però gli amori della mia giornata indiana sono infiniti.
Posso innamorarmi del colore di un muro scendendo le scale o della grazia dei polsi delle donne, sottili come polsi di bambine.
Mi perdo negli occhi scuri e liquidi degli uomini con cui tratto sul prezzo dell'acquisto dei tessuti che desidero e nel loro sorriso che si apre rotondo alla fine della trattativa, quando capiscono che hanno di fronte un osso duro, che non molla mai.
Ho colpi di fulmine rapidi ed appassionati per i dettagli che incontro lungo la via, perché i camion spesso sono dipinti di rosa e i Riscio hanno gli interni ricoperti di tappezzerie pop.
Cado in amore per le spezie che sento potenti nel primo boccone, e cumino e cardamomo mi fanno sognare.
Sono pazza d'amore del mio autista perché ogni giorno il suo turbante ha colori sublimi e le sue camicie a righe sono stirate alla perfezione e lui mi guarda serio, ma gli brillano gli occhi perché ci conosciamo da una vita e ci riconosciamo nei gesti sempre uguali.
Amo l'anziano signore dai capelli bianchi che imperturbabile conta da sempre i soldi che incassa, seduto nel suo negozio pieno di bellissimi tessuti.
Amo i sorrisi improvvisi e la capacità degli indiani di non scomporsi mai.
E mi innamoro perfino con costanza e rigore dell'odore d'India, un misto di sudore e spezie, umidità ed incenso che o lo ami o lo odi, ma che non ci puoi fare proprio niente è davvero ovunque e quando torni a casa ed apri le valigie, esce improvviso e fa salire le lacrime agli occhi di nostalgia e d'amore.
-continua-
(Nella foto, The New Long Coat, nella nuova versione lunga di velluto Crazy Wallpaper e muri scrostati come se piovesse)



New Delhi
Ore 10.23 Day6
{degli innamoramenti costanti}

Qui in India mi innamoro in continuazione.
Sono colpi di fulmine costanti, occhi che diventano liquidi, brividi sulla pelle a 45 gradi.
E'come se fossi più esposta, più pronta, senza le infinite barriere che accompagnano le mie giornate occidentali dove un gesto in più spesso viene letto come troppo strano.
Qui passo le mie giornate ad innamorarmi, felice che mi succeda, navigandoci dentro a questi brevi amori continui, che poi sono uno dei grandi sensi del mio tempo indiano.
Partendo dal mio primo amore, il saluto che spesso ti accoglie e che contiene un significato profondo e sacro.
Namasté.
Salutare o venire salutati con le mani giunte all'altezza del cuore e la parola Namasté significa riconosco il Divino che c'è in te.
Riconoscere che esiste una scintilla di Divino dentro ognuno di noi che va onorata.
Cosa c'è di più bello?
Spesso, spessissimo si viene salutati col Namasté e questo saluto così denso di significato ogni volta, ma ogni volta davvero, mi turba e mi emoziona.
Però gli amori della mia giornata indiana sono infiniti.
Posso innamorarmi del colore di un muro scendendo le scale o della grazia dei polsi delle donne, sottili come polsi di bambine.
Mi perdo negli occhi scuri e liquidi degli uomini con cui tratto sul prezzo dell'acquisto dei tessuti che desidero e nel loro sorriso che si apre rotondo alla fine della trattativa, quando capiscono che hanno di fronte un osso duro, che non molla mai.
Ho colpi di fulmine rapidi ed appassionati per i dettagli che incontro lungo la via, perché i camion spesso sono dipinti di rosa e i Riscio hanno gli interni ricoperti di tappezzerie pop.
Cado in amore per le spezie che sento potenti nel primo boccone, e cumino e cardamomo mi fanno sognare.
Sono pazza d'amore del mio autista perché ogni giorno il suo turbante ha colori sublimi e le sue camicie a righe sono stirate alla perfezione e lui mi guarda serio, ma gli brillano gli occhi perché ci conosciamo da una vita e ci riconosciamo nei gesti sempre uguali.
Amo l'anziano signore dai capelli bianchi che imperturbabile conta da sempre i soldi che incassa, seduto nel suo negozio pieno di bellissimi tessuti.
Amo i sorrisi improvvisi e la capacità degli indiani di non scomporsi mai.
E mi innamoro perfino con costanza e rigore dell'odore d'India, un misto di sudore e spezie, umidità ed incenso che o lo ami o lo odi, ma che non ci puoi fare proprio niente è davvero ovunque e quando torni a casa ed apri le valigie, esce improvviso e fa salire le lacrime agli occhi di nostalgia e d'amore.
-continua-
(Nella foto, The New Long Coat, nella nuova versione lunga di velluto Crazy Wallpaper e muri scrostati come se piovesse)



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