DAILY NEWS

02/10/2017

On the road to Ahmedabad Day13 10,33
(Stamattina)

Viaggiare in macchina in India è un'esperienza metafisica.
Se non la provi è impossibile immaginarla.
Nemmeno nei sogni più sogni, quelli profondissimi e densi popolati di stranezze puoi immaginare quello che davvero avviene.
Apparentemente normale quando inizia, il viaggio, si trasforma rapidamente in un film surreale.
Mentre scrivo sto viaggiando su una specie di autostrada che attraversa il Gujarat e dove rimarrò almeno 7 ore e nell'ordine ci sono:
Una mandria di mucche in contromano placidamente accompagnate dal loro pastore vestito di bianco.
Milioni di moto con su minimo 4 persone, spesso intere famiglie che viaggiano, col padre alla guida, la madre in saree svolazzante dietro, ed i due figli in mezzo.
Camioncini stipati all'inverosimile con l'ultimo salito in piedi, appeso fuori con la valigetta in mano.
Enormi suv lucidissimi che zigzagando fendono il traffico, strombazzando.
Persone ai lati della strada che attraversano di colpo per passare dall'altra parte, tranquilli.
Piccoli camion rosa con decori di fiori ed il cassone stipato di giovani donne in saree coloratissimi che guardano sorridendo.
Camion giganteschi dipinti come templi e con appese collane di fiori ed offerte votive, che sollevano nubi di polvere.
E poi a caso mucche, cani, pecore e cammelli, crateri improvvisi, buche e lavori in corso.
Tutto questo sotto un sole cocente ed uno strombazzamento di clacson di vari suoni e natura che evidenzia ogni passaggio, ogni sorpasso, in un clima di fatalità normale, necessaria.
Per viaggiare on the road in India bisogna avere un' infinita pazienza, una curiosità insaziabile e molto molto, tempo perché sai con certezza a che ora inizia ma non saprai mai a che ora finirà.
è delirio puro, follia assoluta.
Però rimane il modo più bello, l'esperienza più assurda, la possibilità di vedere davvero pezzi di India, nella sua espressione più autentica.
Lui è Ravi ed è stato l'ultimo incontro di questi giorni belli a Bhuj e l'ultimo acquisto di tessuti divini. (Ma questa è un'altra storia)
-continua-



On the road to Ahmedabad Day13 10,33
(Stamattina)

Viaggiare in macchina in India è un'esperienza metafisica.
Se non la provi è impossibile immaginarla.
Nemmeno nei sogni più sogni, quelli profondissimi e densi popolati di stranezze puoi immaginare quello che davvero avviene.
Apparentemente normale quando inizia, il viaggio, si trasforma rapidamente in un film surreale.
Mentre scrivo sto viaggiando su una specie di autostrada che attraversa il Gujarat e dove rimarrò almeno 7 ore e nell'ordine ci sono:
Una mandria di mucche in contromano placidamente accompagnate dal loro pastore vestito di bianco.
Milioni di moto con su minimo 4 persone, spesso intere famiglie che viaggiano, col padre alla guida, la madre in saree svolazzante dietro, ed i due figli in mezzo.
Camioncini stipati all'inverosimile con l'ultimo salito in piedi, appeso fuori con la valigetta in mano.
Enormi suv lucidissimi che zigzagando fendono il traffico, strombazzando.
Persone ai lati della strada che attraversano di colpo per passare dall'altra parte, tranquilli.
Piccoli camion rosa con decori di fiori ed il cassone stipato di giovani donne in saree coloratissimi che guardano sorridendo.
Camion giganteschi dipinti come templi e con appese collane di fiori ed offerte votive, che sollevano nubi di polvere.
E poi a caso mucche, cani, pecore e cammelli, crateri improvvisi, buche e lavori in corso.
Tutto questo sotto un sole cocente ed uno strombazzamento di clacson di vari suoni e natura che evidenzia ogni passaggio, ogni sorpasso, in un clima di fatalità normale, necessaria.
Per viaggiare on the road in India bisogna avere un' infinita pazienza, una curiosità insaziabile e molto molto, tempo perché sai con certezza a che ora inizia ma non saprai mai a che ora finirà.
è delirio puro, follia assoluta.
Però rimane il modo più bello, l'esperienza più assurda, la possibilità di vedere davvero pezzi di India, nella sua espressione più autentica.
Lui è Ravi ed è stato l'ultimo incontro di questi giorni belli a Bhuj e l'ultimo acquisto di tessuti divini. (Ma questa è un'altra storia)
-continua-



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