DAILY NEWS

27/08/2017

#MyRawWalesDiary
Salendo sull'aereo per l'Italia.
L'aeroporto di partenza è a Cardiff, piccolo, quasi una miniatura e sferzato dal potente vento gallese.
Guardo l'aereo mentre mi avvicino alla scaletta con le solite gambe di panna che accompagnano inesorabili ogni mio volo e penso, ommioddio come è piccolo e ommioddio come è forte questo vento.
Ma sono un'eroina e vado avanti tra gallesi rubizzi e bambini allegri.
Il mio umore è grigio scuro perché sto lasciando nell'ordine, uno dei miei due figli amati che studia qui, il luogo che in questi ultimi giorni è stato culla di meraviglie ed il suolo.
Salgo a bordo, la scaletta è corta e traballante e si entra quasi piegati in due per quanto l'aereo è basso.
Prendo posto con la gambe che ormai sono latte liquido e i pensieri torvi e appannati dal mio sacro terrore del volo.
Si rolla ed io come sempre inizio a pregare in ebraico, aramaico e greco antico, stringo con forza i braccioli e cerco di annullare i pensieri.
Mi viene in mente di colpo cosa ho letto due giorni fa a proposito del Gin Tonic, mentre con la coda dell'occhio vedo i miei vicini ordinarne due.
La leggenda che accompagna la nascita di questo cocktail, ha origine nella mia amata India durante il periodo della dominazione inglese.
Quando per curare i soldati inglesi dalla malaria si usava un acqua piena di chinino molto amara, poi diventata negli anni tonic water o Indian Water.
I pazienti non riuscivano a bere l'amarissima pozione neanche con l'aggiunta di zucchero e limone e fu così che a qualcuno venne in mente di aggiungere dell'alcool, facendo nascere, per caso, la soluzione e la cura per i soldati inglesi ma sopratutto il Gin Tonic, amatissimo da me e da millemiliardi di altre persone nel mondo.
E così me ne ordino uno e me lo bevo lentamente, pieno di ghiaccio e buonissimo, mentre le paure finalmente si acquietano e le tristezze trovano la loro collocazione naturale tra cuore e respiro, addolcite dall'alcool, lasciandomi finalmente serena, un pochino meno triste, lì, nel mio sedile morbido tra le nuvole.



#MyRawWalesDiary
Salendo sull'aereo per l'Italia.
L'aeroporto di partenza è a Cardiff, piccolo, quasi una miniatura e sferzato dal potente vento gallese.
Guardo l'aereo mentre mi avvicino alla scaletta con le solite gambe di panna che accompagnano inesorabili ogni mio volo e penso, ommioddio come è piccolo e ommioddio come è forte questo vento.
Ma sono un'eroina e vado avanti tra gallesi rubizzi e bambini allegri.
Il mio umore è grigio scuro perché sto lasciando nell'ordine, uno dei miei due figli amati che studia qui, il luogo che in questi ultimi giorni è stato culla di meraviglie ed il suolo.
Salgo a bordo, la scaletta è corta e traballante e si entra quasi piegati in due per quanto l'aereo è basso.
Prendo posto con la gambe che ormai sono latte liquido e i pensieri torvi e appannati dal mio sacro terrore del volo.
Si rolla ed io come sempre inizio a pregare in ebraico, aramaico e greco antico, stringo con forza i braccioli e cerco di annullare i pensieri.
Mi viene in mente di colpo cosa ho letto due giorni fa a proposito del Gin Tonic, mentre con la coda dell'occhio vedo i miei vicini ordinarne due.
La leggenda che accompagna la nascita di questo cocktail, ha origine nella mia amata India durante il periodo della dominazione inglese.
Quando per curare i soldati inglesi dalla malaria si usava un acqua piena di chinino molto amara, poi diventata negli anni tonic water o Indian Water.
I pazienti non riuscivano a bere l'amarissima pozione neanche con l'aggiunta di zucchero e limone e fu così che a qualcuno venne in mente di aggiungere dell'alcool, facendo nascere, per caso, la soluzione e la cura per i soldati inglesi ma sopratutto il Gin Tonic, amatissimo da me e da millemiliardi di altre persone nel mondo.
E così me ne ordino uno e me lo bevo lentamente, pieno di ghiaccio e buonissimo, mentre le paure finalmente si acquietano e le tristezze trovano la loro collocazione naturale tra cuore e respiro, addolcite dall'alcool, lasciandomi finalmente serena, un pochino meno triste, lì, nel mio sedile morbido tra le nuvole.



PHILOSOPHYvideosGALLERYDAILYNEWScontactsRaptusizzati DIVINE SHOPAtelieREvents

© DIVINE ROSE SRL 2007-2019Policy Privacy
P.IVA 01175420254 CREDITS

© DIVINE ROSE SRL 2007-2019Policy Privacy P.IVA 01175420254 CREDITS