DAILY NEWS

02/05/2017

Day9 8,35 Delhi
Breve eppure infinito.

Il tempo che nella vita di tutti i giorni è scandito da azioni regolari e quindi ben conosciuto a Varanasi si è modificato.
Due giorni e due notti sono diventati di gomma, d'acqua, fluidi e lunghissimi, spessi ed intensi.
Sono diventati caverne infinite e stanze dai soffitti altissimi.
Io ancora non ci credo.
Mi sono svegliata di colpo, come mi succede qui in India, stamattina nel mio letto qui a Delhi, con un pensiero netto.
Con la consapevolezza che questo mio piccolo viaggio a Varanasi abbia segnato una svolta.
Credo che quando si ha bisogno di capire meglio alcune cose, il tempo si modifichi, diventando quasi infinito, perché possano succedere tutte le cose che servono a comprendere.
A Varanasi mi è successo questo.
Senza fretta, in una calma indiana dettata dal caldo e dalla attitudine del luogo ho avuto esperienze straordinarie.
Cercherò di metterle in ordine, di lasciarle affiorare nel giusto modo, di farle diventare ricordo benefico.
Alcuni momenti rimarranno impressi dentro di me per sempre.
Cercherò di fissarli tutti, cercherò di non far andare via la pace infinita che mi hanno donato, cercherò di mettere a frutto la lezione che ho imparato. Cercherò di conservare tutto quello che ho vissuto come il più prezioso dei tesori e di travasarlo a mia volta, per quanto potrò, nel mio lavoro, nelle cose che faccio, nella mia vita di tutti i giorni.
Faccio mia l'onda benefica, le preghiere, i sorrisi, le risate, la musica, l'incenso e la mirra, il rumore dell'acqua e tutta quella bellezza.
Faccio miei questi luoghi amati dove una volta ancora e questa volta più che mai mi sono sentita di essere nel posto giusto.
Nel posto delle risposte.
Troppo brevi eppure infiniti questi due giorni a Varanasi sono stati il regalo più grande.
(Nella foto I bramini durante la Puja delle 5 del mattino mentre salutano il sorgere del sole)



Day9 8,35 Delhi
Breve eppure infinito.

Il tempo che nella vita di tutti i giorni è scandito da azioni regolari e quindi ben conosciuto a Varanasi si è modificato.
Due giorni e due notti sono diventati di gomma, d'acqua, fluidi e lunghissimi, spessi ed intensi.
Sono diventati caverne infinite e stanze dai soffitti altissimi.
Io ancora non ci credo.
Mi sono svegliata di colpo, come mi succede qui in India, stamattina nel mio letto qui a Delhi, con un pensiero netto.
Con la consapevolezza che questo mio piccolo viaggio a Varanasi abbia segnato una svolta.
Credo che quando si ha bisogno di capire meglio alcune cose, il tempo si modifichi, diventando quasi infinito, perché possano succedere tutte le cose che servono a comprendere.
A Varanasi mi è successo questo.
Senza fretta, in una calma indiana dettata dal caldo e dalla attitudine del luogo ho avuto esperienze straordinarie.
Cercherò di metterle in ordine, di lasciarle affiorare nel giusto modo, di farle diventare ricordo benefico.
Alcuni momenti rimarranno impressi dentro di me per sempre.
Cercherò di fissarli tutti, cercherò di non far andare via la pace infinita che mi hanno donato, cercherò di mettere a frutto la lezione che ho imparato. Cercherò di conservare tutto quello che ho vissuto come il più prezioso dei tesori e di travasarlo a mia volta, per quanto potrò, nel mio lavoro, nelle cose che faccio, nella mia vita di tutti i giorni.
Faccio mia l'onda benefica, le preghiere, i sorrisi, le risate, la musica, l'incenso e la mirra, il rumore dell'acqua e tutta quella bellezza.
Faccio miei questi luoghi amati dove una volta ancora e questa volta più che mai mi sono sentita di essere nel posto giusto.
Nel posto delle risposte.
Troppo brevi eppure infiniti questi due giorni a Varanasi sono stati il regalo più grande.
(Nella foto I bramini durante la Puja delle 5 del mattino mentre salutano il sorgere del sole)



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