DAILY NEWS

01/05/2017

Day8 00,00 Delhi
(Della nostalgia improvvisa)

Ci sono stata solo due giorni ma sono stati lunghi quanto una vita intera.
Sono partita per l'aeroporto stasera coperta di polvere, sudata di 45 gradi umidi, ma con le lacrime agli occhi.
La mia è una nostalgia viscerale, quasi infantile, che arriva improvvisa da un punto non ben stabilito della pancia o del cuore chissà, e mi fa stare quasi male.
Le partenze dai luoghi amati mi spezzano sempre.
Ma questa volta più che mai.
Ho amato ogni singolo momento a Varanasi, ogni singola goccia d'acqua, ogni pietra impolverata, ogni soffio di vento.
Ho amato d'amore appassionato gli occhi liquidi le pelli di cioccolato i denti bianchissimi i selfie che ti chiedono costantemente, i telai dove tessevano i saree nascosti nei vicoli, le candele e i fiori, lo yoga del mattino le preghiere della sera, il cibo vegetariano e la mancanza di vino, la camera monacale e i namaste costanti.
Le albe i tramonti la gentilezza, il tempio delle scimmie e quello dell'acqua, i piccoli bramini che studiavano sanscrito all'ombra di una stanza fresca, le barche piene di gente, il sole a picco.
La puja del mattino prima del sorgere del sole, il palazzo scoperto all'improvviso, le stradine dietro i ghat, gli incontri belli.
L'alberghino coloniale dove devi prenotare mesi prima perché è sempre pieno, i negozi stracolmi di sete, le facciate coloniali di alcuni palazzi magnifici.
Ma sopratutto ho amato lui.
Il centro perfetto.
Il grande fiume sacro, il Gange.
Mi ha conquistata, sedotta, ammaliata.
E allora partendo seduta nella bianca macchina che mi avrebbe portata all'aeroporto ho giurato a me stessa che ci sarei tornata il prima possibile perché quando incontri i luoghi del cuore, quelli che ti stanno addosso perfetti, bisogna esser certi di tornarci e prima possibile, perché la magia si possa ripetere e non esaurire in due giorni privilegiati ed inaspettati.
I miss you Varanasi
-continua-
(Nella foto trova l'intruso.
E pensare che normalmente io che detesto farmi fotografare qui sono felice come una pasqua...Indian Power)



Day8 00,00 Delhi
(Della nostalgia improvvisa)

Ci sono stata solo due giorni ma sono stati lunghi quanto una vita intera.
Sono partita per l'aeroporto stasera coperta di polvere, sudata di 45 gradi umidi, ma con le lacrime agli occhi.
La mia è una nostalgia viscerale, quasi infantile, che arriva improvvisa da un punto non ben stabilito della pancia o del cuore chissà, e mi fa stare quasi male.
Le partenze dai luoghi amati mi spezzano sempre.
Ma questa volta più che mai.
Ho amato ogni singolo momento a Varanasi, ogni singola goccia d'acqua, ogni pietra impolverata, ogni soffio di vento.
Ho amato d'amore appassionato gli occhi liquidi le pelli di cioccolato i denti bianchissimi i selfie che ti chiedono costantemente, i telai dove tessevano i saree nascosti nei vicoli, le candele e i fiori, lo yoga del mattino le preghiere della sera, il cibo vegetariano e la mancanza di vino, la camera monacale e i namaste costanti.
Le albe i tramonti la gentilezza, il tempio delle scimmie e quello dell'acqua, i piccoli bramini che studiavano sanscrito all'ombra di una stanza fresca, le barche piene di gente, il sole a picco.
La puja del mattino prima del sorgere del sole, il palazzo scoperto all'improvviso, le stradine dietro i ghat, gli incontri belli.
L'alberghino coloniale dove devi prenotare mesi prima perché è sempre pieno, i negozi stracolmi di sete, le facciate coloniali di alcuni palazzi magnifici.
Ma sopratutto ho amato lui.
Il centro perfetto.
Il grande fiume sacro, il Gange.
Mi ha conquistata, sedotta, ammaliata.
E allora partendo seduta nella bianca macchina che mi avrebbe portata all'aeroporto ho giurato a me stessa che ci sarei tornata il prima possibile perché quando incontri i luoghi del cuore, quelli che ti stanno addosso perfetti, bisogna esser certi di tornarci e prima possibile, perché la magia si possa ripetere e non esaurire in due giorni privilegiati ed inaspettati.
I miss you Varanasi
-continua-
(Nella foto trova l'intruso.
E pensare che normalmente io che detesto farmi fotografare qui sono felice come una pasqua...Indian Power)



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