DAILY NEWS

26/04/2017

Day3 22,47 Delhi
(Della mia Sindrome di Stendhal davanti ai Broccati di Seta più belli del mondo)

E niente è un'attrazione fatale.
Una droga benefica.
Una passione irrinunciabile.
Sbarco a Delhi e faccio due cose immediatamente.
Annuso l'aria, che ogni volta mi fa sentire a casa e mi commuove profondamente perché sa di cumino e sudore, di disinfettante e di cardamomo, di polvere e fiori.
Sa di India, di terra amata, di casa.

E poi vado lì.
In quel negozio su 3 piani dove appena entrata mi offrono sorrisi e broccati.
Dove oggi ho comprato meraviglie e sono nate storie nuove.
Dove ho mangiato delizie fritte croccanti unte e divine di cui non ricordo il nome e bevuto chai tea bollente e dolce.
Dove seduta sui miei amati cuscini di velluto a piedi nudi ho scelto colori su colori, tessuti su tessuti, broccati su broccati.
Dove la Sindrome di Stendhal mi colpisce ogni volta di fronte a tutta quella bellezza.
Dove ogni volta i rosa penso di averli visti tutti ed invece ne trovo sempre di nuovi.
Dove i conti alla fine di 4 ore di scelta li fanno ancora a mano sul blocchetto a quadretti con la matita.
Dove ti aiutano in 20 perché uno taglia, uno piega, uno fa i conti, uno impacchetta in un delirio di confusione e polvere che a me dona la pace.
E dove le borse con cui esco, sono sempre 3264468657 e stipate all'inverosimile.
E il mio divino autista non fa una piega perché sa che con me, il baule della sua macchina è sempre strabordante.
Che dire.
Si.
Sono pazza per i tessuti.
Questo è.
(Ma che bello, che gioia toccarli, sceglierli, annusarli perché i tessuti hanno odori diversi, e guardarli immaginandosi la forma che prenderanno, in un crescendo d'amore che so essere al limite col feticismo, ma così è ed è bello saperlo...)
-continua-



Day3 22,47 Delhi
(Della mia Sindrome di Stendhal davanti ai Broccati di Seta più belli del mondo)

E niente è un'attrazione fatale.
Una droga benefica.
Una passione irrinunciabile.
Sbarco a Delhi e faccio due cose immediatamente.
Annuso l'aria, che ogni volta mi fa sentire a casa e mi commuove profondamente perché sa di cumino e sudore, di disinfettante e di cardamomo, di polvere e fiori.
Sa di India, di terra amata, di casa.

E poi vado lì.
In quel negozio su 3 piani dove appena entrata mi offrono sorrisi e broccati.
Dove oggi ho comprato meraviglie e sono nate storie nuove.
Dove ho mangiato delizie fritte croccanti unte e divine di cui non ricordo il nome e bevuto chai tea bollente e dolce.
Dove seduta sui miei amati cuscini di velluto a piedi nudi ho scelto colori su colori, tessuti su tessuti, broccati su broccati.
Dove la Sindrome di Stendhal mi colpisce ogni volta di fronte a tutta quella bellezza.
Dove ogni volta i rosa penso di averli visti tutti ed invece ne trovo sempre di nuovi.
Dove i conti alla fine di 4 ore di scelta li fanno ancora a mano sul blocchetto a quadretti con la matita.
Dove ti aiutano in 20 perché uno taglia, uno piega, uno fa i conti, uno impacchetta in un delirio di confusione e polvere che a me dona la pace.
E dove le borse con cui esco, sono sempre 3264468657 e stipate all'inverosimile.
E il mio divino autista non fa una piega perché sa che con me, il baule della sua macchina è sempre strabordante.
Che dire.
Si.
Sono pazza per i tessuti.
Questo è.
(Ma che bello, che gioia toccarli, sceglierli, annusarli perché i tessuti hanno odori diversi, e guardarli immaginandosi la forma che prenderanno, in un crescendo d'amore che so essere al limite col feticismo, ma così è ed è bello saperlo...)
-continua-



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