DAILY NEWS

25/04/2017

Day2 23,59 from Dubai to Delhi
(Della testa che vola come un aereo)

La paura è propedeutica.
Prepara la strada, aiutata da un paio di bicchieri di vino, alla visione dell'aria.
Al pensiero purificato e creativo che avviene in volo.
A quel momento quasi perfetto dove terrore e beatitudine trovano un loro punto di contatto e generano energia.
A quello stato che avviene durante i voli a lungo raggio e che in alcuni casi si avvicina molto alla meditazione.
Naturalmente succede sopratutto se si vola da soli e se si considerano quelle lunghe ore di volo un tempo guadagnato e non perduto.
Un tempo dove nella rarefazione dell'aria si rarefanno anche i pensieri e la testa diventa leggera e giardino dove sbocciano intuizioni e visioni che nella vita a terra raramente avvengono.
I muscoli si rilasciano e si distendono, lo spazio ristretto obbliga ad uno stato di immobilità benefica e sapere di essere in un luogo non luogo che non ha nome ne case ne alberi ne chiese ma solo cielo infinito di fianco sopra e sotto di noi diventa quasi preghiera laica.
Le soluzioni a lungo cercate spesso arrivano come bolle sulla superficie dell'acqua e il silenzio benefico diventa medicina.
Difficilmente guardo film e raramente leggo.
Sto ad occhi chiusi e mente aperta per lunghi periodi così che il tempo possa perdere i connotati soliti e diventare tempo nuovo.
Tengo a portata di mano penna e carta oppure l'Ipad dove scrivere, perché di botto mentre sono in quello stato divino tra veglia e sonno eccolo che arriva il pensiero principe, eccola lì la regina delle soluzioni.
E allora il viaggio, nonostante la paura di volare che fa parte di me e che mai mi mollerà, ma che ho imparato ad incanalare e a gestire, diventa tempio perfetto.
E quasi sempre scendo a terra nuova, come un serpente che cambia la pelle, pronta a nuove avventure e cosciente che la parte più bella di ogni viaggio diventa per me il viaggio stesso, perché nell'immaginazione poetica che lascio andare libera e non costretta da ruoli e sovrastrutture, posso durante quel tempo non tempo e luogo non luogo essere ogni donna che sono e ogni donna che avrei voluto essere e questo di per se' è già viaggio magnifico.
E allora splendida splendente (trash cit.) eccomi qui da te mia India amata pronta ad iniziare nuove avventure e a trovare tessuti inimmaginabili.
-continua-
(Nella foto io e il mio divino bottino di Dubai, che presto diventerà una Capsule molto speciale...)



Day2 23,59 from Dubai to Delhi
(Della testa che vola come un aereo)

La paura è propedeutica.
Prepara la strada, aiutata da un paio di bicchieri di vino, alla visione dell'aria.
Al pensiero purificato e creativo che avviene in volo.
A quel momento quasi perfetto dove terrore e beatitudine trovano un loro punto di contatto e generano energia.
A quello stato che avviene durante i voli a lungo raggio e che in alcuni casi si avvicina molto alla meditazione.
Naturalmente succede sopratutto se si vola da soli e se si considerano quelle lunghe ore di volo un tempo guadagnato e non perduto.
Un tempo dove nella rarefazione dell'aria si rarefanno anche i pensieri e la testa diventa leggera e giardino dove sbocciano intuizioni e visioni che nella vita a terra raramente avvengono.
I muscoli si rilasciano e si distendono, lo spazio ristretto obbliga ad uno stato di immobilità benefica e sapere di essere in un luogo non luogo che non ha nome ne case ne alberi ne chiese ma solo cielo infinito di fianco sopra e sotto di noi diventa quasi preghiera laica.
Le soluzioni a lungo cercate spesso arrivano come bolle sulla superficie dell'acqua e il silenzio benefico diventa medicina.
Difficilmente guardo film e raramente leggo.
Sto ad occhi chiusi e mente aperta per lunghi periodi così che il tempo possa perdere i connotati soliti e diventare tempo nuovo.
Tengo a portata di mano penna e carta oppure l'Ipad dove scrivere, perché di botto mentre sono in quello stato divino tra veglia e sonno eccolo che arriva il pensiero principe, eccola lì la regina delle soluzioni.
E allora il viaggio, nonostante la paura di volare che fa parte di me e che mai mi mollerà, ma che ho imparato ad incanalare e a gestire, diventa tempio perfetto.
E quasi sempre scendo a terra nuova, come un serpente che cambia la pelle, pronta a nuove avventure e cosciente che la parte più bella di ogni viaggio diventa per me il viaggio stesso, perché nell'immaginazione poetica che lascio andare libera e non costretta da ruoli e sovrastrutture, posso durante quel tempo non tempo e luogo non luogo essere ogni donna che sono e ogni donna che avrei voluto essere e questo di per se' è già viaggio magnifico.
E allora splendida splendente (trash cit.) eccomi qui da te mia India amata pronta ad iniziare nuove avventure e a trovare tessuti inimmaginabili.
-continua-
(Nella foto io e il mio divino bottino di Dubai, che presto diventerà una Capsule molto speciale...)



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