DAILY NEWS

01/04/2017

Una volta tempo fa, un amico mi ha detto che mescolavo troppo.
Amici, lavoro, vita privata, viaggi.
Che non sapevo delineare i confini.
Che, come vasi comunicanti travasavo passioni dentro passioni, senza delimitarne le aree.
Sostanzialmente secondo lui non c'era distinzione tra la mia vita privata ed il mio lavoro.
Li per lì, davanti a quel bicchiere di vino e a quelle parole ci sono rimasta male.
Ci ho pensato ed ho elaborato.
E oggi sono arrivata ad una consapevolezza ed a una certezza.
Si.
Io mescolo tutto.
Cibo e tessuti.
Vestiti e alberghi.
Amori e lavori.
Viaggi e ricerche.
Vacanze e scoperte.
Salato e dolce.
Colazioni e cappottini.
Perché si.
Lo faccio davvero.
Tutti i giorni.
Tutti i momenti.
Perché non esiste per me la distinzione.
Non esiste la linea di confine.
Non chiudo la porta quando finisco di lavorare.
Tutto e ovunque mi accende la scintilla, nei luoghi più strani e nelle situazioni più impreviste.
Al decollo di un aereo, quando la paura mi fa stringere i braccioli o le mani di chi mi sta accanto, se mi viene un'idea mollo tutto e scrivo o disegno.
Ho capito con razionalità, che la passione che muove ogni gesto della mia vita non si ferma dietro i muri del mio Atelier, ma arriva strabordante in ogni anfratto della mia vita, mescolando si, senza ritegno le cose più diverse.
Ma questa sono io.
E la cosa bella è che mi piace molto e mi piace ogni giorno sempre di più.
Io sono le mie passioni.
Io sono il mio lavoro.
Io sono l'amore.(cit)
(E quindi amico mio, fattene una ragione, sono proprio così come dici tu, con la differenza che quello che tu mi hai descritto come un potenziale problema io lo vivo come un privilegio assoluto)
Nella foto il nuovo Queen Pink Brocade CaftaCoat come tovaglia, marmellata di mirtilli e sale rosa dell'Himalaya e petali a colazione.



Una volta tempo fa, un amico mi ha detto che mescolavo troppo.
Amici, lavoro, vita privata, viaggi.
Che non sapevo delineare i confini.
Che, come vasi comunicanti travasavo passioni dentro passioni, senza delimitarne le aree.
Sostanzialmente secondo lui non c'era distinzione tra la mia vita privata ed il mio lavoro.
Li per lì, davanti a quel bicchiere di vino e a quelle parole ci sono rimasta male.
Ci ho pensato ed ho elaborato.
E oggi sono arrivata ad una consapevolezza ed a una certezza.
Si.
Io mescolo tutto.
Cibo e tessuti.
Vestiti e alberghi.
Amori e lavori.
Viaggi e ricerche.
Vacanze e scoperte.
Salato e dolce.
Colazioni e cappottini.
Perché si.
Lo faccio davvero.
Tutti i giorni.
Tutti i momenti.
Perché non esiste per me la distinzione.
Non esiste la linea di confine.
Non chiudo la porta quando finisco di lavorare.
Tutto e ovunque mi accende la scintilla, nei luoghi più strani e nelle situazioni più impreviste.
Al decollo di un aereo, quando la paura mi fa stringere i braccioli o le mani di chi mi sta accanto, se mi viene un'idea mollo tutto e scrivo o disegno.
Ho capito con razionalità, che la passione che muove ogni gesto della mia vita non si ferma dietro i muri del mio Atelier, ma arriva strabordante in ogni anfratto della mia vita, mescolando si, senza ritegno le cose più diverse.
Ma questa sono io.
E la cosa bella è che mi piace molto e mi piace ogni giorno sempre di più.
Io sono le mie passioni.
Io sono il mio lavoro.
Io sono l'amore.(cit)
(E quindi amico mio, fattene una ragione, sono proprio così come dici tu, con la differenza che quello che tu mi hai descritto come un potenziale problema io lo vivo come un privilegio assoluto)
Nella foto il nuovo Queen Pink Brocade CaftaCoat come tovaglia, marmellata di mirtilli e sale rosa dell'Himalaya e petali a colazione.



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