DAILY NEWS

01/03/2017

Londra Day6 -delle mostre emotive-
Era tanto che non mi succedeva.
Tanto.
Andare ad una mostra e sentirsi toccare l'anima.
Ma in modo leggero eh, che quando li guardi quei quadri nemmeno te ne accorgi.
Sale dopo.
Sale piano piano, cresce e diventa come un'onda e poi un torrente in piena, quell'emozione forte che somiglia al momento di stordimento dopo un lungo pianto.
E poi quella sensazione di mangiarli quei colori, quel nutrimento denso, quei quadri che sempre e solo visti sui libri compaiono all'improvviso e ti tolgono il fiato.
Era tanto che non mi sentivo colmata della bellezza di chi, se genio non è, certamente però dal genio è attraversato.
Che fortuna, che privilegio, che bellezza suprema certe mostre come questa.
E niente, io davanti a the Bigger Splash ho avuto la mia Sindrome di Stendhal, un piacere quasi fisico.
Me ne ero dimenticata che potesse succedere e oggi complice un pomeriggio di pioggia, le ho ritrovate tutte quelle emozioni conosciute, quella felicità intensa da pura bellezza.
Ecco.
Se nei prossimi mesi passerete da Londra non perdetevi la mostra di David Hockney alla Tate Britain e se potete prima pranzate al Ref Whistler il ristorante ultra British della Tate dove vi ritroverete a mangiare delizie perfette tra vecchie coppie di inglesi assolutamente chic ed understatement e camerieri compassati e gelidamente eleganti.
Prenotate sia la mostra che il ristorante con grande anticipo.
Imperdibili entrambi.



Londra Day6 -delle mostre emotive-
Era tanto che non mi succedeva.
Tanto.
Andare ad una mostra e sentirsi toccare l'anima.
Ma in modo leggero eh, che quando li guardi quei quadri nemmeno te ne accorgi.
Sale dopo.
Sale piano piano, cresce e diventa come un'onda e poi un torrente in piena, quell'emozione forte che somiglia al momento di stordimento dopo un lungo pianto.
E poi quella sensazione di mangiarli quei colori, quel nutrimento denso, quei quadri che sempre e solo visti sui libri compaiono all'improvviso e ti tolgono il fiato.
Era tanto che non mi sentivo colmata della bellezza di chi, se genio non è, certamente però dal genio è attraversato.
Che fortuna, che privilegio, che bellezza suprema certe mostre come questa.
E niente, io davanti a the Bigger Splash ho avuto la mia Sindrome di Stendhal, un piacere quasi fisico.
Me ne ero dimenticata che potesse succedere e oggi complice un pomeriggio di pioggia, le ho ritrovate tutte quelle emozioni conosciute, quella felicità intensa da pura bellezza.
Ecco.
Se nei prossimi mesi passerete da Londra non perdetevi la mostra di David Hockney alla Tate Britain e se potete prima pranzate al Ref Whistler il ristorante ultra British della Tate dove vi ritroverete a mangiare delizie perfette tra vecchie coppie di inglesi assolutamente chic ed understatement e camerieri compassati e gelidamente eleganti.
Prenotate sia la mostra che il ristorante con grande anticipo.
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