DAILY NEWS

03/01/2017

Day3 from Fez to Tangeri (delle scoperte e analogie di Fez l'austera)

Se la bellissima e rosea Marrakech è sorella perfetta della sontuosa Roma, la bianca ed austera Fez è la gemella ideale della gelida Milano.
Surclassata esteticamente da Roma, Milano trova il suo vero senso nello scorrere del tempo, perché va scoperta con pazienza.
Fez le assomiglia moltissimo.
La sua Medina, labirinto di alte case bianche e di viette minuscole in cui perdersi è normalità, apparentemente fredda e poco decorata trova la sua divina rivalsa nell'esplosione degli interni spesso celati dietro piccole porte scure.
Ed è allora inaspettata apoteosi di piastrelle, fontane, tappeti, alberi, terrazze, porte dipinte e petali di rosa.
Sono ristoranti, mederse e riad ma anche piccoli negozietti da scoprire con pazienza e tenacia.
Come Milano e le sue grandi bellezze, i giardini e cortili, nascosti e segreti ma proprio per questo meravigliosi man mano che si svelano, anche Fez e i suoi interni inaspettati fanno innamorare per lo stesso motivo.
All'apparenza semplice e leggermente noiosa Fez diventa sublime ora dopo ora man mano che si aprono porte e si svelano gli interni
Il Riad dove ho dormito è l'esempio perfetto...
Dietro ad una minuscola porta scura, peraltro difficilissima da trovare, si nasconde un luogo sorprendente, piastrelle e petali, alberi e stanze dai soffitti altissimi, fontane e una terrazza incredibile affacciata sulla Medina.
E poi delle cuoche stratosferiche che cucinano couscous e tajine da perdere la testa.
E niente, tutte le mie velleità di visitare ristoranti divini in giro per Fez sono miseramente crollate davanti a quel tavolo apparecchiato nel giardino d'inverno e a quel couscous fumante a chilometri 0 dal mio letto, che devo dire dopo milioni di passi ed una giornata infinita, diventano puro miraggio e scelta obbligata.
Au revoir Fez,tornerò presto ne sono certa, perché credo di aver visto solo l'1% di quello che sei realmente.
Ed ora on the road verso Tangeri, i suoi miti ed i suoi misteri.

(Ecco vorrei vestirmi così, come un interno di Fez, un cappottino come il muro di piastrelle e un abito di cuscini e sofà' marocchini. Ai piedi solo ali per volare)
-continua-



Day3 from Fez to Tangeri (delle scoperte e analogie di Fez l'austera)

Se la bellissima e rosea Marrakech è sorella perfetta della sontuosa Roma, la bianca ed austera Fez è la gemella ideale della gelida Milano.
Surclassata esteticamente da Roma, Milano trova il suo vero senso nello scorrere del tempo, perché va scoperta con pazienza.
Fez le assomiglia moltissimo.
La sua Medina, labirinto di alte case bianche e di viette minuscole in cui perdersi è normalità, apparentemente fredda e poco decorata trova la sua divina rivalsa nell'esplosione degli interni spesso celati dietro piccole porte scure.
Ed è allora inaspettata apoteosi di piastrelle, fontane, tappeti, alberi, terrazze, porte dipinte e petali di rosa.
Sono ristoranti, mederse e riad ma anche piccoli negozietti da scoprire con pazienza e tenacia.
Come Milano e le sue grandi bellezze, i giardini e cortili, nascosti e segreti ma proprio per questo meravigliosi man mano che si svelano, anche Fez e i suoi interni inaspettati fanno innamorare per lo stesso motivo.
All'apparenza semplice e leggermente noiosa Fez diventa sublime ora dopo ora man mano che si aprono porte e si svelano gli interni
Il Riad dove ho dormito è l'esempio perfetto...
Dietro ad una minuscola porta scura, peraltro difficilissima da trovare, si nasconde un luogo sorprendente, piastrelle e petali, alberi e stanze dai soffitti altissimi, fontane e una terrazza incredibile affacciata sulla Medina.
E poi delle cuoche stratosferiche che cucinano couscous e tajine da perdere la testa.
E niente, tutte le mie velleità di visitare ristoranti divini in giro per Fez sono miseramente crollate davanti a quel tavolo apparecchiato nel giardino d'inverno e a quel couscous fumante a chilometri 0 dal mio letto, che devo dire dopo milioni di passi ed una giornata infinita, diventano puro miraggio e scelta obbligata.
Au revoir Fez,tornerò presto ne sono certa, perché credo di aver visto solo l'1% di quello che sei realmente.
Ed ora on the road verso Tangeri, i suoi miti ed i suoi misteri.

(Ecco vorrei vestirmi così, come un interno di Fez, un cappottino come il muro di piastrelle e un abito di cuscini e sofà' marocchini. Ai piedi solo ali per volare)
-continua-



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