DAILY NEWS

28/07/2016

O della bellezza dell'isoletta sperduta

Sono in nave.
O meglio in traghetto.
In uno di quegli enormi, vecchiotti, lentissimi traghetti che attraversano il Mare Egeo fermandosi ad ogni isoletta.
Amo questo tempo sospeso, fuori dal tempo, lentissimo, del trasferimento in traghetto.
Che mi sta portando via da questa isoletta meravigliosa, trovata per caso, amata all'istante.
Sì perché questa isola dove ho passato gli ultimi 3 giorni è la quintessenza della perfetta isola greca secondo i miei canoni.
Provo a raccontarla.
Brulla.
Deserta.
Con una chora piccola e bianca appollaiata sulla montagna ed un piccolo e tranquillo porticciolo dall'acqua turchese.
Poche e bellissime spiagge totalmente selvagge.
Nessun lettino, nessun ombrellone, solo qualche taverna sulla spiaggia con frasche sul tetto e birrette Mithos gelate.
Poca, pochissima gente.
Zero traffico.
Stradine deserte ed assolate spazzate da un vento caldo e profumato.
La mia camera semplice e bianca affacciata a picco sul mare ed un ristorantino la sera con una terrazza dove si mangiano pescetti, horta, tzatziki, e si beve vino rose'.
Il proprietario, chef sublime, canta e suona melanconiche e suadenti melodie greche a fine serata e la gente tranquilla, ascolta bevendo raki al miele caldo.
Un piccolo paradiso inaspettato in terra.
Desideravo proprio tutto questo.
Desideravo il nulla delle cose semplici e buone.
Della mia Grecia amata.
Delle piccole isole che amo scoprire.
Ora questa nave mi sta portando verso un'altra meta, un'altra isola.
Ma andandomene, volgendo un'ultima volta lo sguardo al l'isoletta sperduta mi sono ripromessa di tornare.

{nella foto il mio pink set da isola greca... R&R World Kimono, costume con tessuto di vecchio Kimono (obsessed...), Kindle carico di libri,occhiali da sole e pochette piene di creme e di sogni)
-continua-



O della bellezza dell'isoletta sperduta

Sono in nave.
O meglio in traghetto.
In uno di quegli enormi, vecchiotti, lentissimi traghetti che attraversano il Mare Egeo fermandosi ad ogni isoletta.
Amo questo tempo sospeso, fuori dal tempo, lentissimo, del trasferimento in traghetto.
Che mi sta portando via da questa isoletta meravigliosa, trovata per caso, amata all'istante.
Sì perché questa isola dove ho passato gli ultimi 3 giorni è la quintessenza della perfetta isola greca secondo i miei canoni.
Provo a raccontarla.
Brulla.
Deserta.
Con una chora piccola e bianca appollaiata sulla montagna ed un piccolo e tranquillo porticciolo dall'acqua turchese.
Poche e bellissime spiagge totalmente selvagge.
Nessun lettino, nessun ombrellone, solo qualche taverna sulla spiaggia con frasche sul tetto e birrette Mithos gelate.
Poca, pochissima gente.
Zero traffico.
Stradine deserte ed assolate spazzate da un vento caldo e profumato.
La mia camera semplice e bianca affacciata a picco sul mare ed un ristorantino la sera con una terrazza dove si mangiano pescetti, horta, tzatziki, e si beve vino rose'.
Il proprietario, chef sublime, canta e suona melanconiche e suadenti melodie greche a fine serata e la gente tranquilla, ascolta bevendo raki al miele caldo.
Un piccolo paradiso inaspettato in terra.
Desideravo proprio tutto questo.
Desideravo il nulla delle cose semplici e buone.
Della mia Grecia amata.
Delle piccole isole che amo scoprire.
Ora questa nave mi sta portando verso un'altra meta, un'altra isola.
Ma andandomene, volgendo un'ultima volta lo sguardo al l'isoletta sperduta mi sono ripromessa di tornare.

{nella foto il mio pink set da isola greca... R&R World Kimono, costume con tessuto di vecchio Kimono (obsessed...), Kindle carico di libri,occhiali da sole e pochette piene di creme e di sogni)
-continua-



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