DAILY NEWS

01/05/2016

myHotIndianDiary
Back Home Day8 ore 15.59
(Ego momento per combattere la tristezza)

Qui piove e fa freddo e questo non aiuta.
E'tutto grigio senza colori e io sono in bilico tra stanchezze apocalittiche e nostalgie furiose.
Di quelle che ti prendono lo stomaco e non capisci se sono i postumi di una cena troppo speziata o semplicemente crampi di tristezza.
Io vorrei tanto viaggiare come descrisse Terzani in un suo libro famoso,lentamente ,mettendoci settimane ,forse mesi per arrivare a destinazione o per tornare a casa.
Questa cosa dell'aereo che ti catapulta in poche ore da un luogo ad un'altro ,cambiando temperature ,stati d'animo ,colori e profumi così velocemente che il tuo corpo fisico si e'trasferito ma la tua mente ancora no e fa fatica a lasciare andare tutta quella bellezza,mi devasta parecchio.
No.
Non ci sono fatta per questi cambi repentini ,sono da The nel deserto ,da dorsi di elefanti e cammelli ,da lunghi viaggi in treno, da Orient Express con soste e sospiri.
Ho bisogno di tempo.
Devo dar tempo alla mia anima di acquietarsi ed abituarsi lentamente perché il nodo di malinconia che sento in queste partenze repentine e viaggi troppi veloci fa troppo male.
Allora mi concedo uno spazio ed una stanza tutta per me in questa mia domenica del ritorno,per rivivere con calma le sensazioni,gli incontri,le scoperte ,gli odori ed i colori di questa mia settimana indiana ,nella speranza che la nostalgia si acquieti e la stanchezza si plachi.
E penso l'unica cosa possibile
quella che diceva Rossella O'Hara ...
Domani e'un altro giorno.
(Nella foto io (ormai ci ho preso gusto...) i milioni di scale che ho salito e disceso in India ed il mio turbante ,fedele compagno di viaggio)

turbantiedOrientExpress
unIndovinomidisse
lalentezzacisalvera



myHotIndianDiary
Back Home Day8 ore 15.59
(Ego momento per combattere la tristezza)

Qui piove e fa freddo e questo non aiuta.
E'tutto grigio senza colori e io sono in bilico tra stanchezze apocalittiche e nostalgie furiose.
Di quelle che ti prendono lo stomaco e non capisci se sono i postumi di una cena troppo speziata o semplicemente crampi di tristezza.
Io vorrei tanto viaggiare come descrisse Terzani in un suo libro famoso,lentamente ,mettendoci settimane ,forse mesi per arrivare a destinazione o per tornare a casa.
Questa cosa dell'aereo che ti catapulta in poche ore da un luogo ad un'altro ,cambiando temperature ,stati d'animo ,colori e profumi così velocemente che il tuo corpo fisico si e'trasferito ma la tua mente ancora no e fa fatica a lasciare andare tutta quella bellezza,mi devasta parecchio.
No.
Non ci sono fatta per questi cambi repentini ,sono da The nel deserto ,da dorsi di elefanti e cammelli ,da lunghi viaggi in treno, da Orient Express con soste e sospiri.
Ho bisogno di tempo.
Devo dar tempo alla mia anima di acquietarsi ed abituarsi lentamente perché il nodo di malinconia che sento in queste partenze repentine e viaggi troppi veloci fa troppo male.
Allora mi concedo uno spazio ed una stanza tutta per me in questa mia domenica del ritorno,per rivivere con calma le sensazioni,gli incontri,le scoperte ,gli odori ed i colori di questa mia settimana indiana ,nella speranza che la nostalgia si acquieti e la stanchezza si plachi.
E penso l'unica cosa possibile
quella che diceva Rossella O'Hara ...
Domani e'un altro giorno.
(Nella foto io (ormai ci ho preso gusto...) i milioni di scale che ho salito e disceso in India ed il mio turbante ,fedele compagno di viaggio)

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