DAILY NEWS

27/04/2016

myHotIndianDiary
Jaipur Day4 ore 00,02
(Giornata di paura e bellezza)

Ho il terrore degli aerei.
Nonostante io abbia più ore di volo di un pilota dell'Alitalia ,salire su un'aereo continua a terrorizzarmi.
Eppure non ne posso fare a meno perché viaggiare e'il mio amore più grande.
Quindi oggi salendo sul minuscolo aereo che da Delhi mi avrebbe portato a Jaipur ho cominciato a tremare ancora prima di sedermi.
Ho ormai tutta una serie di tattiche anti paura che metto in atto tra cui chiedere posti davanti e di corridoio,chiedere alle hostess 27 volte di seguito se tutto va bene e molto altro che non rivelo...
Quello di oggi aime'e'stato un volo epico ... Tra bolle di caldo e vento forte l'aereo ha sempre ballato ed io ho iper ventilato talmente tanto che quando finalmente e'atterrato la mia testa era leggera come un palloncino e le mie gambe di budino.
Poi però mi sono ripresa perché arrivare in uno degli alberghi più belli del mondo mi ha riconciliato con la vita.
Un ex palazzo di Maharaja immerso in un giardino di alberi di frangipane e melograno ,coloniale e decadente con un fascino che nemmeno nei libri più belli.
Una piscina azzurra immersa tra i fiori ed enormi e fresche stanze con letti a baldacchino dove il mio ruolo di lasciva spia d'Oriente ha trovato il suo palcoscenico perfetto.
Poi la perfezione.
Una visita in uno dei miei negozi preferiti,come solo in India ci sono, dove seduta su comodi divani o semisdraiata per terra su tappeti sontuosi si passano ore immersi tra tessuti pazzeschi , suzani antichi e ricami rajastani da perdere la testa.
La cosa che però amo davvero e'il relax in cui ci si immerge tra birre fredde e chai tea bollenti che a turno ti vengono continuamente offerti.
Poi con loro si ride. Si ride molto.Si ride sempre.
Si lavora felici e la sindrome di Stendhal che ti colpisce per la troppa bellezza si dissolve nel casino benefico tra polvere mostruosa e pile infinite di tessuti straordinari.
Morale.
Dopo la tempesta viene sempre il sereno e l'India il grande amore mio, la amo sempre di più ogni ora che passa ,ogni giorno che passa.
E di tessuti meravigliosi oggi ne ho trovati come se piovesse...
-continua-
(nella foto io,la mia Sindrome di Stendhal, i miei amati Tenda Veneziana Trombetta Pants e miliardi di tessuti tutti da vedere.)
Jaipurtoday
indiamonamour



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Jaipur Day4 ore 00,02
(Giornata di paura e bellezza)

Ho il terrore degli aerei.
Nonostante io abbia più ore di volo di un pilota dell'Alitalia ,salire su un'aereo continua a terrorizzarmi.
Eppure non ne posso fare a meno perché viaggiare e'il mio amore più grande.
Quindi oggi salendo sul minuscolo aereo che da Delhi mi avrebbe portato a Jaipur ho cominciato a tremare ancora prima di sedermi.
Ho ormai tutta una serie di tattiche anti paura che metto in atto tra cui chiedere posti davanti e di corridoio,chiedere alle hostess 27 volte di seguito se tutto va bene e molto altro che non rivelo...
Quello di oggi aime'e'stato un volo epico ... Tra bolle di caldo e vento forte l'aereo ha sempre ballato ed io ho iper ventilato talmente tanto che quando finalmente e'atterrato la mia testa era leggera come un palloncino e le mie gambe di budino.
Poi però mi sono ripresa perché arrivare in uno degli alberghi più belli del mondo mi ha riconciliato con la vita.
Un ex palazzo di Maharaja immerso in un giardino di alberi di frangipane e melograno ,coloniale e decadente con un fascino che nemmeno nei libri più belli.
Una piscina azzurra immersa tra i fiori ed enormi e fresche stanze con letti a baldacchino dove il mio ruolo di lasciva spia d'Oriente ha trovato il suo palcoscenico perfetto.
Poi la perfezione.
Una visita in uno dei miei negozi preferiti,come solo in India ci sono, dove seduta su comodi divani o semisdraiata per terra su tappeti sontuosi si passano ore immersi tra tessuti pazzeschi , suzani antichi e ricami rajastani da perdere la testa.
La cosa che però amo davvero e'il relax in cui ci si immerge tra birre fredde e chai tea bollenti che a turno ti vengono continuamente offerti.
Poi con loro si ride. Si ride molto.Si ride sempre.
Si lavora felici e la sindrome di Stendhal che ti colpisce per la troppa bellezza si dissolve nel casino benefico tra polvere mostruosa e pile infinite di tessuti straordinari.
Morale.
Dopo la tempesta viene sempre il sereno e l'India il grande amore mio, la amo sempre di più ogni ora che passa ,ogni giorno che passa.
E di tessuti meravigliosi oggi ne ho trovati come se piovesse...
-continua-
(nella foto io,la mia Sindrome di Stendhal, i miei amati Tenda Veneziana Trombetta Pants e miliardi di tessuti tutti da vedere.)
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