DAILY NEWS

04/09/2018

Day 8 Kathmandu, Nepal 22,35

Una porta rosa.
Lucida e incastonata come un gioiello in una casa che sembra ricamata.
Certo è storta, scrostata, asimmetrica, impolverata.
E certo quel terribile terremoto non l'ha aiutata.
Però è rimasta in piedi, non è crollata.
Come non è crollata la parte più antica di Khatmandu.
Mattoni e tanto legno, lavorato, intagliato, decorato, bellissimo.
Quindi resistente, elastico, duraturo.
Passando davanti a quella casa mi sono incantata, non riuscivo più ad andarmene.
Una metafora perfetta.
Un pensiero che mi ha accompagnato lungo tutta la mia giornata.
Le immagini si accavallano ora, tumultuose nella mia testa.
Non so dare un ordine, è tutto così denso e così fitto.
Riesco a fare solo un elenco, che possa rendere più lieve questa mia ultima sera.
Domani torno in India, e ci sarà tempo per dare una forma concreta a tutto ciò che ho vissuto qui.
Agli incontri, alle pashmine leggere come veli, all'ironia costante, alle piogge scroscianti, ai templi improvvisi, alla bellezza diffusa, ai negozi minuscoli, alle collane di semi, all'odore d'incenso, ai tessuti insperati, alla gentilezza, ai namasté, al cuore grande di questa gente meravigliosa.
4 giorni possono essere una follia per cercare qualcosa, ma anche una vita intera se lasci che tutto ti avvolga.
Come la sciarpa leggera che indosso, come il Perfecto Dress che ha accompagnato i miei passi, tra polvere e clacson, tra moto da schivare e pozze d'acqua da saltare.
Torno in India con un mondo intero dentro, e con la voglia di tornare.
Confusa, in mezzo ad altre mille sensazioni, ma prepotente.
Ci dormirò sopra e lascerò che invada i miei sogni, che mi sveli la risposta.
Una cosa è certa.
Riparto con tessuti insperati e pashmine sublimi.
Con ricami così belli che spezzano il cuore.
Con mille idee che diventeranno realtà.
E con una nostalgia, che ancora prima di partire indosso come il vestito più bello.



Day 8 Kathmandu, Nepal 22,35

Una porta rosa.
Lucida e incastonata come un gioiello in una casa che sembra ricamata.
Certo è storta, scrostata, asimmetrica, impolverata.
E certo quel terribile terremoto non l'ha aiutata.
Però è rimasta in piedi, non è crollata.
Come non è crollata la parte più antica di Khatmandu.
Mattoni e tanto legno, lavorato, intagliato, decorato, bellissimo.
Quindi resistente, elastico, duraturo.
Passando davanti a quella casa mi sono incantata, non riuscivo più ad andarmene.
Una metafora perfetta.
Un pensiero che mi ha accompagnato lungo tutta la mia giornata.
Le immagini si accavallano ora, tumultuose nella mia testa.
Non so dare un ordine, è tutto così denso e così fitto.
Riesco a fare solo un elenco, che possa rendere più lieve questa mia ultima sera.
Domani torno in India, e ci sarà tempo per dare una forma concreta a tutto ciò che ho vissuto qui.
Agli incontri, alle pashmine leggere come veli, all'ironia costante, alle piogge scroscianti, ai templi improvvisi, alla bellezza diffusa, ai negozi minuscoli, alle collane di semi, all'odore d'incenso, ai tessuti insperati, alla gentilezza, ai namasté, al cuore grande di questa gente meravigliosa.
4 giorni possono essere una follia per cercare qualcosa, ma anche una vita intera se lasci che tutto ti avvolga.
Come la sciarpa leggera che indosso, come il Perfecto Dress che ha accompagnato i miei passi, tra polvere e clacson, tra moto da schivare e pozze d'acqua da saltare.
Torno in India con un mondo intero dentro, e con la voglia di tornare.
Confusa, in mezzo ad altre mille sensazioni, ma prepotente.
Ci dormirò sopra e lascerò che invada i miei sogni, che mi sveli la risposta.
Una cosa è certa.
Riparto con tessuti insperati e pashmine sublimi.
Con ricami così belli che spezzano il cuore.
Con mille idee che diventeranno realtà.
E con una nostalgia, che ancora prima di partire indosso come il vestito più bello.



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