DAILY NEWS

02/09/2018

Day 6 Kathmandu, Nepal 22,45

E camminare pareva strano tra quelle buche e tutto quel fango.
Saltelli, passi più lunghi, attenzione alle pozze, alle moto, alle macchine, ai risciò.
Il cielo grigio e pieno di nuvole e l'odore di monsoni e di incenso nell'aria.
Una stanchezza che sale ed assale, da settimo giorno di viaggio, che dovrebbe essere quello del riposo, ma la città, i tessuti e le emozioni attraggono inesorabili e così galleggi sulla tua stanchezza, che trasforma tutto in un sogno ad occhi aperti.
Il brutto ed il bello, il rumore e la musica.
Scivoli, lenta, con gli occhi enormi ed i sensi aperti in questa città densa, colorata, coraggiosa e rumorosa.
La nostalgia striscia tra le pieghe ingarbugliate di una giornata strana, scollegata, quasi fuori dal mondo.
Ogni tanto la lontananza pesa, diventa di piombo.
è il prezzo dei viaggi lontani, dei luoghi mai visti, dell'altitudine e molto altro.
Spegni la luce e lasci che si accendano i sogni.
E poco prima di dormire, quando tutto è silenzio e pace e lenzuola fresche dove lasciarsi andare, quello a cui pensi sono i sorrisi, la gentilezza antica, quei namasté che celebrano il divino che c'è in te, e tutto riprende un equilibrio giusto, lenta la notte si infila silenziosa e scura, riempiendo i buchi di quello che non c'è, ma lasciando spazio a quello che sarà.



Day 6 Kathmandu, Nepal 22,45

E camminare pareva strano tra quelle buche e tutto quel fango.
Saltelli, passi più lunghi, attenzione alle pozze, alle moto, alle macchine, ai risciò.
Il cielo grigio e pieno di nuvole e l'odore di monsoni e di incenso nell'aria.
Una stanchezza che sale ed assale, da settimo giorno di viaggio, che dovrebbe essere quello del riposo, ma la città, i tessuti e le emozioni attraggono inesorabili e così galleggi sulla tua stanchezza, che trasforma tutto in un sogno ad occhi aperti.
Il brutto ed il bello, il rumore e la musica.
Scivoli, lenta, con gli occhi enormi ed i sensi aperti in questa città densa, colorata, coraggiosa e rumorosa.
La nostalgia striscia tra le pieghe ingarbugliate di una giornata strana, scollegata, quasi fuori dal mondo.
Ogni tanto la lontananza pesa, diventa di piombo.
è il prezzo dei viaggi lontani, dei luoghi mai visti, dell'altitudine e molto altro.
Spegni la luce e lasci che si accendano i sogni.
E poco prima di dormire, quando tutto è silenzio e pace e lenzuola fresche dove lasciarsi andare, quello a cui pensi sono i sorrisi, la gentilezza antica, quei namasté che celebrano il divino che c'è in te, e tutto riprende un equilibrio giusto, lenta la notte si infila silenziosa e scura, riempiendo i buchi di quello che non c'è, ma lasciando spazio a quello che sarà.



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