DAILY NEWS

29/03/2018

Mentre sto finendo di preparare il discorso che terrò oggi su Moda Liberata e dintorni, mi vengono immediate alla mente le immagini da cui tutto parte.
L'eterna, difficile, contrastata e sublime ricerca dei tessuti.
Ed in un flashback aggrovigliato salgono come bolle alla mia mente i dettagli di ciò che forse più di tutte le altre cose, amo fare.
La mia personale ricerca.
Le mani immerse nei tessuti, l'odore dei tessuti, perché ogni tessuto ha un odore differente, i luoghi dei tessuti, piccoli negozi africani a Londra o Bruxelles, divini mercati a Delhi, minuscole case nel Gujarat, sontuosi negozi ad Abu Dhabi, fredde fabbriche Italiane, roventi negozietti Rajasthani, magazzini Newyorkesi e molto altro.
E poi l'emozione ogni volta, quella che non mi lascia mai e che mi dona il senso e la voglia di cercare i tessuti in giro per il mondo, in quello che è il mio modo, come piace a me.
Che non è l'asettica ricerca nelle fiere di settore, e nemmeno alzare il telefono per ordinare 100 metri di tessuto.
è invece quella del viaggiare, macinare paure del volo e chilometri, giornate immerse nel caldo e nella polvere per trovare sono 3 piccoli saree, ore di macchina, di treno, pause e fatica per cercare la bellezza ovunque lei si annidi.
Ecco anche di questo parlerò stasera. Perché la Moda Liberata è fatta di strade nuove, magari strette ed impervie ma che sempre, sempre vale la pena di esplorare.



Mentre sto finendo di preparare il discorso che terrò oggi su Moda Liberata e dintorni, mi vengono immediate alla mente le immagini da cui tutto parte.
L'eterna, difficile, contrastata e sublime ricerca dei tessuti.
Ed in un flashback aggrovigliato salgono come bolle alla mia mente i dettagli di ciò che forse più di tutte le altre cose, amo fare.
La mia personale ricerca.
Le mani immerse nei tessuti, l'odore dei tessuti, perché ogni tessuto ha un odore differente, i luoghi dei tessuti, piccoli negozi africani a Londra o Bruxelles, divini mercati a Delhi, minuscole case nel Gujarat, sontuosi negozi ad Abu Dhabi, fredde fabbriche Italiane, roventi negozietti Rajasthani, magazzini Newyorkesi e molto altro.
E poi l'emozione ogni volta, quella che non mi lascia mai e che mi dona il senso e la voglia di cercare i tessuti in giro per il mondo, in quello che è il mio modo, come piace a me.
Che non è l'asettica ricerca nelle fiere di settore, e nemmeno alzare il telefono per ordinare 100 metri di tessuto.
è invece quella del viaggiare, macinare paure del volo e chilometri, giornate immerse nel caldo e nella polvere per trovare sono 3 piccoli saree, ore di macchina, di treno, pause e fatica per cercare la bellezza ovunque lei si annidi.
Ecco anche di questo parlerò stasera. Perché la Moda Liberata è fatta di strade nuove, magari strette ed impervie ma che sempre, sempre vale la pena di esplorare.



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