DAILY NEWS

07/03/2018

Storie dall'Atelier

Proviamo tutto a manichino.
Ogni abito, ogni cappottino, ogni singolo oggetto in sartoria viene messo su un manichino e spesso nasce e cresce proprio lì.
Sul manichino analizziamo come cadono i tessuti, i loro movimenti, la loro intima essenza.
Mettiamo gli spilli, puntiamo pieghe e dettagli e le mani diventano strumento supremo.
Quella del lavoro sul manichino è una droga benefica dettata dalla lentezza e dall'amore spasmodico per i dettagli.
E da un'unica e assoluta certezza, figlia di quegli anni meravigliosi dove nulla era lasciato al caso, dove tutto era teso a prendere la giusta forma, con tutto il tempo necessario e con tutto l'amore possibile, che spesso scivolava e scivola tuttora verso una certa maniacalità.
La certezza che sia privilegio coltivarla, questa modalità antica, non farla sparire a favore di una velocità inutile e senza anima, sapendo si, che come tutte le droghe può creare dipendenza, ma che gioia assoluta poter vedere un abito che nasce così, che prende vita sotto le tue mani, in una lentezza figlia d'altri tempi, in quella bolla sospesa dove tutto può succedere, e dove l'errore ha lo spazio di esistere e può diventare quasi meraviglia.
(E nella foto l'abito di @estetistacinica e le mie mani nel momento finale, speciale, quando mancano solo gli ultimi dettagli)



Storie dall'Atelier

Proviamo tutto a manichino.
Ogni abito, ogni cappottino, ogni singolo oggetto in sartoria viene messo su un manichino e spesso nasce e cresce proprio lì.
Sul manichino analizziamo come cadono i tessuti, i loro movimenti, la loro intima essenza.
Mettiamo gli spilli, puntiamo pieghe e dettagli e le mani diventano strumento supremo.
Quella del lavoro sul manichino è una droga benefica dettata dalla lentezza e dall'amore spasmodico per i dettagli.
E da un'unica e assoluta certezza, figlia di quegli anni meravigliosi dove nulla era lasciato al caso, dove tutto era teso a prendere la giusta forma, con tutto il tempo necessario e con tutto l'amore possibile, che spesso scivolava e scivola tuttora verso una certa maniacalità.
La certezza che sia privilegio coltivarla, questa modalità antica, non farla sparire a favore di una velocità inutile e senza anima, sapendo si, che come tutte le droghe può creare dipendenza, ma che gioia assoluta poter vedere un abito che nasce così, che prende vita sotto le tue mani, in una lentezza figlia d'altri tempi, in quella bolla sospesa dove tutto può succedere, e dove l'errore ha lo spazio di esistere e può diventare quasi meraviglia.
(E nella foto l'abito di @estetistacinica e le mie mani nel momento finale, speciale, quando mancano solo gli ultimi dettagli)



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